Il cotone siriano venduto in Europa alimenta le casse dei terroristi del gruppo IS (Islamic State) e ha portato, nel corso dell'ultimo anno, circa 135 milioni di euro. È la conclusione di uno studio che ha pubblicato oggi, mercoledì, il quotidiano francese Le Monde.
L'autrice Anne-Laure Linget Riau — esperta in approvvigionamenti internazionali nel settore del tessile e dell'abbigliamento — scrive che "nonostante la violenza del conflitto, la produzione di cotone non è del tutto scomparsa dalla Siria e il 6% delle importazioni in Turchia proviene al 90% da campi controllati dai fondamentalisti islamici".
"La Siria nel 2010 era il decimo produttore mondiale di cotone, il terzo di cotone bio, quello che serviva a fabbricare, per esempio, le t-shirt del gruppo C&A". Anche se nel frattempo ha perso molte posizioni, Damasco continua comunque ad esportare vestiti.
Ansa/px



