Non si sono fatte attendere le reazioni alle proiezioni dei dati relativi al Senato e alla Camera dei deputati.
Se in un primo momento il centrosinistra guidato dal Partito democratico credeva di avere la vittoria in tasca, Bersani e il suo entourage hanno dovuto ricredersi quando hanno capito di aver perso la Sicilia, la Lombardia, consegnando così Palazzo Madama agli uomini di Berlusconi, che qui otterrebbero la maggioranza.
La capogruppo democratica al Senato Anna Finocchiaro ha inizialmente affermato che non era possibile formulare previsioni, poiché la forbice tra i dati del Viminale e le proiezioni è “stupefacente” e che l’idea di stabilire oggi la composizione numerica del Senato è un azzardo “vietato dal buonsenso e dalla legge”.
Di tutt’altro avviso la candidata alle primarie del centrosinistra Laura Puppato , secondo cui la situazione attuale è disperata e non permette governabilità al Senato. ''Le opzioni che si presentano ora mostrano un paese molto più fragile di come era stamane, questo ci deve far pensare seriamente se non sia il caso di tornare a votare subito'' ha infine chiosato l’esponente democrat.
A serata inoltrata ha preso la parola il vicesegretario del Pd Enrico Letta , che ha escluso un ritorno al voto e che ha sottolineato che a chi vince alla Camera andrà “l’onere di fare le prime proposte al Capo dello Stato”.
Le reazioni in casa Pdl
Di tutt’altro umore in casa Pdl: se inizialmente gli uomini del Cavaliere sembravano preoccupati dall’eventualità di perdere in entrambi i rami del parlamento, gli stati d’animo sono mutati davanti alle proiezioni per il Senato. ''Pur nell'incertezza dei dati, emerge che non c'e' stato il trionfo della sinistra, che non ha la maggioranza al Senato''. Lo ha detto l'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni a Sky Tg24. Formigoni ha inoltre affermato che "non c'è stato quel crollo del centro destra che tanti annunciavano" e che "forse domani - alle regionali - vinceremo anche in Lombardia".
Per Maurizio Lupi , invece, il centrodestra può ancora governare l’Italia. Lupi ha dichiarato anche che i veri sconfitti di queste elezioni politiche sono stati Bersani e Monti che “pensavano di aver già vinto”.
Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano ha preso posizione, dichiarando che la probabile maggioranza al Senato è un “risultato straordinario”.
Delusi Fare e Rivoluzione civile
Ed Ingroia e Giannino? Il primo ha confermato che nonostante la sua Rivoluzione civile resterà fuori dal parlamento (non ha superato la soglia di sbarramento né alla Camera né al Senato), il movimento continuerà ad esistere, anche per preparare le prossime elezioni. L’ex magistrato palermitano si è poi scagliato contro Bersani e contro l'oscuramento dei media e dei Tg, che hanno partecipato alla sconfitta di Rivoluzione civile.
Oscar Giannino, il dandy ultraliberista caduto in disgrazia dopo aver millantato un master alla Booth School of Business di Chicago, è stato più conciso ed ha concentrato le sue dichiarazioni nelle 140 battute di Twitter: "Allo stato: governo di pochi mesi, per abbattere costi politica e nuova legge elettorale, e un nuovo Capo dello Stato fuori da vecchi partiti'', questo il suo messaggio.








