In Austria la crisi dei migranti ha avuto ripercussioni sull'esito delle elezioni regionali di domenica nell'Alta Austria. Alle urne, infatti, l'estrema destra dell'FPÖ ha raddoppiato i suoi consensi, attestandosi ad oltre il 30% dei voti e diventando il secondo partito a livello regionale. Il suo leader, Heinz-Christian Strache, ha condotto una campagna all'insegna della difesa della cristianità minacciata dai migranti musulmani.
E a proposito di migranti, sono stati più di 20’000 i nuovi ingressi nel paese nel solo fine settimana. Un'affluenza gestita da una macchina organizzativa messa sotto pressione da più parti.
Sul tema dei migranti, intanto, il presidente tedesco, Joachim Gauck, in un discorso tenuto domenica a Magonza e ripreso dal quotidiano Die Welt, frena e prende le distanze dalla linea di apertura adottata dalla cancelliera Angela Merkel. Gauck, infatti, ritiene “comprensibile” la linea della cancelliera, ma segnala che la capacità “di accoglienza della Germania è limitata”.
Red.MM/RG/ATS/Swing/pon
Ungheria, Serbia e Croazia hanno da parte loro aggiornato il numero di profughi arrivati: Budapest ne annuncia 275'407 da inizio anno (6'627 nella giornata di domenica), Belgrado 200'000 e Zagabria 76'650 dal 16 settembre. Le autorità croate li convogliano verso la frontiera magiara, non ancora impermeabile come quella fra Ungheria e Serbia.
Dal TG12.30:





