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Lungomari e infrastrutture distrutte, il ciclone Harry colpisce il Sud Italia

Ampi disagi in Sicilia - Toccate anche la Sardegna e le coste della Calabria

  • Un'ora fa
Infrastrutture distrutte a Catania

Infrastrutture distrutte a Catania

  • Keystone
Di: Federica Ciommiento/ANSA 

Esercizi pubblici distrutti, strade impraticabili, cantine allagate... Il sud della Sicilia è stato colpito dal ciclone Harry, che ha toccato in Italia anche la Sardegna e le coste della Calabria. L’arrivo del maltempo era previsto ed è stata diramata l’allerta rossa. Mobilitate quindi le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e la protezione civile. Alcune zone a rischio vicino al mare sono state sfollate e le scuole chiuse in 150 comuni.

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Santa Teresa di Riva, provincia di Messina

RSI Info 21.01.2026, 17:01

  • EBU/Cateno De Luca

Nessuno è rimasto ferito in maniera grave. In provincia di Reggio Calabria, a causa delle intense piogge, due massi si sono staccati da un costone finendo sul tettuccio di un’auto e il conducente ha riportato lievi contusioni. In Sardegna, a Tortolì, un albero è crollato per il forte vento finendo su un’auto e i due occupanti sono rimasti feriti in maniera non grave. In provincia di Messina, invece, un anziano alla guida della sua auto è finito in una voragine apertasi sul lungomare di Santa Teresa di Riva dopo avere ignorato il divieto di accesso.

Strada crollata a Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina

Come previsto, il picco del maltempo è stato tra martedì e mercoledì. In Sicilia ad aver fatto i danni maggiori sono state le onde, che hanno raggiunto anche i 10 metri.

Strade impraticabili e linea ferroviaria interrotta

E sono infatti le infrastrutture vicino al mare che in Sicilia hanno subito i colpi più duri. Vari tratti di strade principali vicino al mare sono impraticabili, invasi dalle barche che erano ormeggiate in mare o completamente franati. Questo con ampie conseguenze sul traffico. Anche la linea ferroviaria è compromessa ed è stata interrotta tra Messina, Catania e Siracusa.

Violenti mareggiate

“Il danno più grande l’ha fatto il mare”, conferma alla RSI Marco Narzisi, originario di Roccalumera, un paese sul mare in provincia di Messina. “Non è la prima volta che ci sono potenti mareggiate, ma questa volta le onde sono state più forti, più frequenti e più alte rispetto al passato”.

“I locali sul mare sono devastati, oltre al lungomare distrutto e alla spiaggia invasa dai detriti”. Una situazione che mette a rischio la stagione turistica, che rappresenta un’importante fonte economica per i comuni della zona.

Lungomare di Roccalumera

Anche le abitazioni vicine al mare sono state colpite nel sud della Sicilia. I muri di alcune case sono stati abbattuti dalla forza delle onde. Senza contare poi gli allagamenti e i riversamenti di sabbia. In alcuni comuni le abitazioni sono senza luce e senz’acqua a causa dei danni subiti dalle reti elettriche e idriche.

“Danni per almeno mezzo miliardo di euro”

“Da quanto emerso da una prima valutazione, siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro”, fa sapere il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. “Ho già convocato per domani una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale”

“Il governo nazionale segue la situazione con la massima attenzione, in costante contatto con sindaci, autorità locali e Protezione civile”, ha fatto sapere Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. “In coordinamento con il presidente Renato Schifani, stiamo già predisponendo ogni misura per garantire supporto immediato e interventi concreti”, prosegue Siracusano assicurando che l’impegno riguarda tutti i territori italiani colpiti dal forte maltempo.

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Notiziario

Notiziario 20.01.2026, 06:00

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