È giunto martedì in Cassazione il cosiddetto processo Mediaset, nell'ambito del quale Silvio Berlusconi è stato condannato in primo e secondo grado a 4 anni di reclusione (3 dei quali coperti da indulto) e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.
Il presidente della corte, Antonio Esposito, in apertura dell'udienza ha vietato in aula le riprese e le registrazioni e ha intimato di non usare i cellulari. Le testate accreditatesi sono 50 e i giornalisti erano tanto numerosi che sono stati fatti accomodare anche nei corridoi laterali.
Né i legali dell'ex premier né quelli dei coimputati per una frode fiscale da 7 milioni di euro nella compravendita di diritti televisivi hanno chiesto un rinvio dell'udienza. Franco Coppi, con Niccolò Ghedini difensore di Berlusconi, ha fatto sapere che non avrebbe avanzato alcuna richiesta in tal senso.
La sentenza potrebbe giungere mercoledì o giovedì, con possibili ripercussioni sulla tenuta del Governo di coalizione guidato da Enrico Letta.
Il caso era stato assegnato alla cosiddetta sezione feriale per evitare l'incombente prescrizione, una decisione che aveva fatto insorgere il PdL. Nel suo ruolino di marcia, prima della chiamata della causa Mediaset ne figuravano altre dieci, due delle quali da discutere a porte chiuse in camera di consiglio.
RedMM






