L’economia italiana fra gennaio e novembre dello scorso anno ha creato 356'000 nuovi posti di lavoro dipendente in più rispetto a quelli registrati nel 2014. I dati, contenuti nell’Osservatorio sul precariato, sono stati resi noti martedì dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). Per rimanere sempre nell’ambito delle cifre, sono state 2,1 milioni le assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di oltre 1,5 milioni di cessazioni.
Questi numeri, che tracciano un bilancio positivo, evidenziano l’effetto combinato del cosiddetto Jobs Act e della decontribuzione sui nuovi assunti, contenuta nella Legge di stabilità. Allo stesso tempo, dalla ricerca, emerge pure un’importante crescita della nuova forma di precariato, legata ai buoni lavoro. Il Nord ha fatto da motore per il paese.
ANSA/Red.MM




