Mondo

Migranti, spina di Cameron

Le contraddizioni di Londra all'indomani della svolta umanitaria decisa da Germania e Austria

  • 08.09.2015, 09:44
  • 4 maggio, 14:42
Migliaia di persone in fuga dal loro paese in cerca di un futuro migliore

Migliaia di persone in fuga dal loro paese in cerca di un futuro migliore

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di Lorenzo Amuso

La Gran Bretagna è stretta in un commosso abbraccio di solidarietà. Tra stupore e senso di colpa. La foto del povero Aylan ha scosso le coscienze di una nazione da tempo intorpidita nella retorica euroscettica. Anche la stampa popolare, ventre cartaceo degli umori della strada, si è allineata a questa virata sentimentale.

Neppure gli ultimi “allarmanti” dati sull’immigrazione (330'000 persone in più nell’ultimo anno) hanno sfilacciato il rosario di lacrime e cordoglio che unisce Londra a Edimburgo, passando per Westminster e la Cattedrale di Canterbury. Appelli e slanci umanitari, petizioni e denunce. Destinatario finale il premier David Cameron, che alla vigilia della tragedia di Bodrum ribadiva una vola di più come la soluzione non fosse “accogliere sempre più rifugiati”. In spregio al senso del ridicolo, evidentemente: negli ultimi 12 mesi il Regno ha aperto le porte a soli 200 siriani. Un pessimo tempismo, sinonimo di cinismo, che lo ha costretto alla fulminea, ma pur sempre tardiva, virata.

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La riflessione di DonFlynn, direttore Migrants Right Network (RSI)

RSI Info 07.09.2015, 12:52

Nelle prossime settimana migliaia di rifugiati siriani otterranno ospitalità. Quanti esattamente non è dato sapere, fonti governative suggeriscono fino a 20’000. Arriveranno direttamente dai campi profughi in Giordania e Libano. E non dalla ripartizione dell’esodo che bussa alle porte del Continente. Sul sistema “quote”, il Regno non cede.

A Downing Street si maligna che la presunta generosità di Berlino nel voler accogliere fino a 800’000 siriani nasconda in realtà l’intento di frenare il calo demografico in corso nel paese (-5 milioni negli ultimi 10 anni). L’esatto opposto di quanto sta succedendo nel Regno che vanta il tasso di crescita più alto d’Europa, con oltre otto milioni di cittadini nati all’estero (uno ogni otto). Alle accuse di scarsa generosità Londra replicava fino a pochi giorni fa con l’aritmetica dei numeri, freddi e impersonali. Capaci di fotografare lo stato attuale, senza però cogliere la tragica urgenza racchiusa nella foto di Aylan. Un grido di dolore a cui la società civile - ben prima della politica - ha saputo dare risposta immediata tramite donazioni e offerte di ospitalità. Una gara di solidarietà alla quale anche Cameron infine si è dovuto accodare.

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