La differenza tra lo spot della FIFA e la realtà è un po’ disarmante. A New York e in New Jersey l’attesa per i Mondiali di calcio non è esattamente spasmodica. A immagine dell’orologio ufficiale per il countdown, pigramente ignorato in un centro commerciale.
“È importante, vero? È come il Superbowl del calcio europeo, giusto?”, dice una persona. “Ci sarà molto entusiasmo, anche se per ora manca un po’”, afferma un altra.
Al Rockfeller Center ci sarà la “Fanzone” per assistere alle partite, ma per giugno e luglio non pare esserci l’assalto dei turisti: le prenotazioni alberghiere sono sotto le aspettative. “Vedi tante pubblicità e bottiglie di Coca Cola, ma non vedi gente disposta a pagare tutti quei soldi per vedere le partite”, conferma un passante.
Gli sponsor solleticano la passione, ma il prezzo dei biglietti per le partite - che sale con la domanda - pare proibitivo. In media costano 1’600 dollari. Steven Goff, giornalista di Yahoo Sports, segue i Mondiali di calcio dal 1994 ed è giunto a una rassegnata conclusione: “Gli americani stanno scoprendo ciò che il resto del mondo già sa: ovvero che la FIFA è un’organizzazione poco trasparente. Questa è la Coppa del Mondo della FIFA. Comanda lei, decide lei i prezzi”.
Un malcontento che viaggia anche in metropolitana. A immagine del costo del trasporto per raggiungere gli stadi. Per andare da Manhattan al Metlife Stadium in New Jersey si pagheranno quasi 100 dollari per una tratta che solitamente ne costa 12. Chi da anni racconta lo Stato alle porte della Grande Mela ne riassume la delusione. “Il New Jersey ha lo stadio, New York ha tutto il resto in termini di attrattiva. Si parla di 3,3 miliardi di indotto per l’intera regione, ma non ci vuole un genio per capire che la maggior parte dei benefit andrà a New York”, spiega Tom Martello, cronista del The Star-Ledger.
La città che non dorme mai non pare sognare i Mondiali, ma - ancor più che in passato - l’America è pronta a lasciarsi conquistare dal soccer. “New York è così grande... gli Yankees potrebbero giocare le finali di baseball e la maggior parte della gente non ci farebbe nemmeno caso. Penso che man mano che ci avviciniamo ai Mondiali vedremo crescere l’entusiasmo”, prosegue Steven Goff.
Sarà tutta un’altra musica, come quella che si ascolterà alla finalissima, la prima con un Half time show nell’intervallo.






