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GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Gaza: ricostruire rapidamente, anche la Svizzera nel meccanismo UE

Priorità alla ripresa dei servizi essenziali, in una striscia ancora occupata e dove si continua a morire - Per la prima volta alla riunione Bruxelles il capo del “Board of Peace” voluto da Trump

  • Un'ora fa
Bambini cercano oggetti in una discarica a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Giovedì 16 aprile 2026
03:26

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Notiziario 13.07.2026, 15:00

  • Keystone
Di: Reuters/EbS/MgR 

Oltre 800 milioni di franchi per progetti di ricostruzione della striscia di Gaza devastata da due anni e mezzo di invasione israeliana. E’ quanto prevede di mobilizzare l’ultima iniziativa della Commissione europea a cui hanno aderito tredici stati, tra cui la Svizzera, mentre altri potrebbero aggiungersi in futuro.

La priorità degli interventi, in questa fase iniziale, sarà data a progetti che riguardano le prime necessità, come il ristabilimento della rete idrica e fognaria, la rimozione delle macerie e alla ristrutturazione dei servizi sanitari.

L’iniziativa è stata presentata a margine della seconda riunione del “Palestine donor group”, che ha visto radunate a Bruxelles le delegazioni di 65 tra Stati e organizzazioni internazionali, gruppi regionali e istituzioni finanziarie. Era presente per la prima volta anche il Board of Peace, nella persona del suo direttore generale, l’ex diplomatico e ministro bulgaro Nikolai Mladenov. Il board è il controverso organismo di supervisione della tregua a Gaza creato ad hoc dall’amministrazione Trump e che alcuni temono si attribuisca le prerogative delle Nazioni Unite e del loro Consiglio di sicurezza.

Alcune centinaia di milioni di impegni finanziari sono già stati assicurati, afferma Bruxelles: la Commissione europea ha promesso 310 milioni di euro per il biennio 2026-27. A questi si sommano i 41,7 milioni già promessi dagli Stati: Italia, Spagna, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Portogallo, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio.

I soldi verranno versati attraverso il meccanismo “Pegase”, uno strumento creato nel 2008 e che promette “elevati standard di controllo”. La questione della trasparenza dei pagamenti è di primaria importanza, anche per le implicazioni politiche che riveste.

Due anni e mezzo di conflitto - iniziati in risposta all’attacco terroristico di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che fece circa 1’200 morti e portò alla cattura di oltre 240 ostaggi - hanno costretto allo sfollamento praticamente l’intera popolazione di Gaza (circa due milioni di persone) provocando, secondo le autorità locali, oltre 70’000 morti e centinaia di migliaia di feriti.

Attualmente Israele controlla circa il 70% della striscia. Nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti e proclamata il 10 ottobre scorso, oltre 1’100 persone sono morte in incidenti e violazioni di vario genere, secondo le autorità locali. La fase due dell’accordo (ritiro israeliano e disarmo di Hamas) sembra essersi arenata.

Le Nazioni Unite stimano che per la ricostruzione di Gaza serviranno oltre 70 miliardi.

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