I servizi segreti russi hanno confermato martedì che il nemico numero uno di Mosca, Doku Umarov, è stato ucciso. Non sono state date ulteriori informazioni sull’operazione che ha portato alla sua “neutralizzazione”.
Un sito web vicino agli insorti del Caucaso russo aveva dato la notizia lo scorso 18 marzo, ma Mosca non aveva ancora confermato il rapporto.
Umarov, autoproclamato “emiro” jihadista di origine cecena, ha per 20 anni protratto una guerra santa contro il Cremlino e ha rivendicato nel 2010 l’attentato all’aeroporto moscovita di Domodedovo, dove morirono 37 persone e gli attacchi kamikaze alla metropolitana della capitale russa. Allora i morti furono 40.
Più volte ferito, era sempre ricomparso a dispetto delle voci che ne annunciavano la morte.
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