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Muscoli e politica, oltre il ring per le arti marziali miste alla Casa Bianca di Trump

Polemiche e interrogativi per il combattimento previsto nella residenza presidenziale per festeggiare il compleanno di Trump

  • 46 minuti fa
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Casa Bianca, lo stadio della polemica

Telegiornale 07.06.2026, 20:00

Di: Massimiliano Herber con Pascal Weber 

Per i turisti e i curiosi è difficile capire cosa stia succedendo nel giardino sud della Casa Bianca. Teli neri lungo tutto il perimetro dell’Ellipse nascondono i lavori in corso. Un immenso cantiere con gru, molti gazebo, ponteggi, tribune. Oltre gli alberi da sud, oltre il tetto della residenza presidenziale da Lafayette Park si intravvedono due archi. Si sta ultimando l’arena per la serata di combattimenti di arti marziali miste in occasione del Giorno della Bandiera, il 14 giugno, l’80.esimo compleanno di Donald Trump.

Il South Lawn della Casa Bianca, prima e ora

Il South Lawn della Casa Bianca, prima e ora

  • X/Dr. US))

L’evento sportivo era stato annunciato da Donald Trump stesso a maggio. Il suo lungo legame - d’amicizia e di affari - con Dana White, l’amministratore della lega di MMA “Ultimate Fighting Championship”, è noto da tempo. Un’esponente della sua Amministrazione, la segretaria all’Istruzione Linda McMahon, era stata a lungo promotrice di incontri di wrestling. E la passione per questo tipo di combattimenti di Trump risaputa, tanto da essersi fatto accompagnare dal Segretario di Stato Marco Rubio a Miami per una serata di incontri mentre erano in corso i negoziati di pace con l’Iran a Islamabad.

Donald Trump con Dana White all’UFC di Miami ad aprile

Donald Trump con Dana White all’UFC di Miami ad aprile

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Dietro allo show previsto domenica 14.6 non ci sono solo passioni e interessi commerciali (l’evento trasmesso da Paramount+ è destinato a generare una cifra di affari di 60 milioni di dollari); la relazione politica-wrestling non è solo una metafora dell’inasprimento della polarizzazione tra i partiti, bensì è la conferma dell’insistenza sulla mascolinità - quasi, una sorta di machismo - durante la Presidenza Trump. Ne è persuasa, Monika McDermott, docente e ricercatrice alla Fordham University di New York e autrice di “Masculinity in American Politics”.

Monica McDermott, Fordham University

Monica McDermott, Fordham University

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“È uno dei tanti aspetti della cultura americana a cui Donald Trump si è aggrappato per rafforzare la sua immagine di uomo virile, spiega McDermott alla Radiotelevisione Svizzera. È qualcosa che considera fondamentale per essere quella figura imponente della politica americana che ritiene di essere e per come vuole che l’America lo veda”. È un fatto che una simile visione della mascolinità pare condivisa con molti esponenti di spicco dell’Amministrazione. Il Segretario alla Difesa ama farsi vedere mentre si allena con i marines, il Segretario ai Trasporti Duffy e quello alla Salute R.F. Kennedy Jr. si sono addirittura sfidati con le trazioni alla sbarra davanti alle telecamere. Pare tutto un esibizionismo muscoloso.

Pete Hegseth, segretario alla Difesa mentre si allena con i marines

Pete Hegseth, segretario alla Difesa mentre si allena con i marines

  • X/@SecWar

“Credo che tutto ciò affondi le sue radici - aggiunge McDermott - nella nostra concezione della storia, nel “destino manifesto”, nell’idea che questa terra sia la nostra terra, nel fatto che siamo venuti qui e l’abbiamo conquistata senza chiedere il permesso a nessuno, in realtà. Questo è sempre stato lo “stile americano”: siamo stati spinti ad agire e abbiamo un certo diritto e privilegio di farlo”. Uno “stile americano” che - forse - oggi pare quasi reazionario, in risposta alla cultura “woke” per molti vista come una deriva. “Si vedono persone reagire negativamente a questo, ammette la studiosa dell’Università newyorkese. Soprattutto uomini bianchi che hanno la sensazione di stare perdendo qualcosa, parte del potere che in America, tradizionalmente hanno detenuto. Se si ricopre una posizione di potere e questa inizia a essere ridimensionata, si ha la sensazione di stare perdendo qualcosa, anche se in realtà si sta solo livellando il campo di gioco”.

Donald Trump con i lottatori che si sfideranno il 14.6 in occasione della presentazione di maggio

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  • RSI

C’è chi ha usato il termine di “manosfera” (da “man”, uomo) e la presa che quella che appare una visione tradizionalista, antifemminista e spesso misogina della mascolinità può avere sui più giovani elettori, ma McDermott pare più cauta: “la politica di questa Amministrazione mi pare abbastanza frammentata e non sono sicuro che ne colga il potenziale. Almeno non abbastanza dal punto di vista politico da far sì che ciò avvenga… altrimenti penso che potrebbe alterare la politica americana per un bel po’ di tempo”.

Quello nel cuore dei giardini della Casa Bianca non è solo un ring, domenica 14 giugno non vi sarà solo un evento autocelebrativo della Presidenza, ma cullando una nicchia specifica Donald Trump pare voler lasciare in eredità, un po’ da “macho”, destinata ad andare oltre il suo mandato.

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