Mondo

No a censura di Google

Un gruppo di dipendenti ha protestato contro il progetto di sviluppare una versione del motore di ricerca ad hoc per il mercato cinese

  • 17 agosto 2018, 13:55
  • 8 giugno, 21:19

RG 12.30 del 17.08.2018 Il servizio di Thomas Paggini

Di: ats/afp/RG/sulma

Millequattrocento collaboratori di Google hanno firmato una lettera di protesta contro il progetto del colosso di tornare sul mercato cinese, con una versione del motore di ricerca che elimini i risultati sgraditi a Pechino. Nel documento, reso noto venerdì dal New York Times, si chiede una maggiore trasparenza per capire quali siano le implicazioni etiche di questo piano. "I dipendenti hanno diritto di sapere a che cosa stiamo lavorando e che cosa stiamo costruendo", scrivono.

L’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha cercato di rassicurare i dipendenti, giovedì durante un incontro interno, spiegando che il progetto, chiamato Dragonfly, è ancora in fase di “esplorazione” e che tutto è “molto vago”. Ha però confermato il desiderio di voler tornare a fare affari nel paese asiatico.

Il piano, reso noto a inizio anno dai media statunitensi, non era mai stato confermato dai vertici dell’azienda. Quest’ultima aveva ritirato il suo motore di ricerca dalla Cina nel 2010, in seguito a continui attacchi da parte di hacker e in segno di dissenso per la censura.

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