L'industria nucleare, che accusa pesanti ritardi nella prevenzione dei rischi tecnologici, è un bersaglio particolarmente vulnerabile degli attacchi informatici, sempre più diffusi e sempre più sofisticati. E' quanto denuncia il rapporto pubblicato lunedì dal gruppo di riflessione britannico Chatham House, che sulla questione ha svolto un'inchiesta durata 18 mesi.
Dalle conclusioni emergono, in particolare, una mancanza di preparazione per affrontare le emergenze e probabili difficoltà di coordinamento della filiera nella risposta. Colpa soprattutto di finanziamenti insufficienti, carenza di preparazione, uso di un'informatica a buon mercato e non all'altezza e impiego sempre più frequente dei sistemi numerici. Si denuncia, tra l'altro, il "mito" degli impianti sicuri poiché non collegati a internet. Da sfatare poiché la realtà è ben diversa.
AFP/dg






