La Chiesa cattolica australiana non accetterà la raccomandazione della commissione nazionale d'inchiesta sugli abusi sessuali, la quale vorrebbe che i sacerdoti fossero obbligati a rivelare informazioni apprese in confessione.
"Ciò perché sarebbe contrario alla nostra fede e non rispettoso della libertà religiosa", stando al comunicato pubblicato giovedì in cui si precisa che l'impegno nella salvaguardia dell'integrità dei bambini e delle persone vulnerabili, non verrà comunque meno.
Il 98% delle 112 esortazioni viene in ogni caso accettato, inclusa quella d'invocare in Vaticano l'emendamento della legge canonica per rendere le violenze su minori reato e non più fallimento morale. Non vi saranno più insabbiamenti, non vi saranno più trasferimenti di persone accusate e non si proteggerà più la reputazione dell'istituzione a spese della sicurezza delle vittime nel caso di nuovi scandali, è la promessa.
ANSA/dg






