Ovazione per Michelle Obama alla convention democratica. ''E' difficile credere che siano gia' passati otto anni da quando sono venuta qui per dirvi perche' mio marito sarebbe stato un presidente'' sono le prime parole di Michelle. ''C'e' solo una persona in cui credo per la presidenza, e' Hillary Clinton''. Lo afferma la First lady Michelle Obama, sottolineando che in questa ''elezione si decide chi avra' il potere di definire il futuro dei nostri figli. E io credo in Hillary''. ''Ha il temperamento'' per essere presidente.
Clinton e Sanders
Fischi invece per Bernie Sanders dopo il suo endorsement ad Hillary Clinton, alla convention democratica che si tiene a Filadelfia per incoronare la ex-first lady nella nomination alla Casa Bianca. E' successo dopo una frase di Bernie Sanders, durante un discorso ai suoi delegati della convention di Filadelfia. I malumori sono partiti dopo la frase di Sanders, il candidato dem sconfitto alle primarie: "La priorità assoluta è sconfiggere Donald Trump eleggendo Hillary Clinton e Tim Kaine". Da qui si è scatenata l'ira, manifestatasi con fischi e con un'aperta contestazione.
La convention democratica si tiene a Filadelfia fino al 28 luglio ed era già destinata a partire col piede sbagliato per l'ex first lady, che incassa l'importante endorsement dell'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, ma che deve fare i conti con l'ala liberal del partito che promette battaglia. E crea imbarazzo lo scandalo delle email di partito in cui emerge come i vertici del partito tramarono durante le primarie alle spalle di Bernie Sanders, per favorire proprio la Clinton. Una vicenda che ha portato alle clamorose dimissioni di Debbie Wasserman Schultz, la presidente del Democratic National Committee molto vicina a Barack Obama e che avrebbe dovuto presiedere la convention.
Elizabeth Warren è intervenuta anche lei a fare da ponte per la grande riconciliazione tra le due anime del partito ed ha lanciato un duro attacco a Trump, "uno che ha ereditato ogni ricchezza dal padre, poi l'ha mantenuta con le frodi, tra finte università e sei bancarotte". Il suo monito finale, rivolto agli irriducibili della sinistra radicale: "Quando ci dividiamo fra noi, i ricchi come Trump ci fregano di nuovo".
ansa/joe.p.






