Gli Stati Uniti non spieranno più le comunicazioni di decine di capi di Stato e di Governo che contano “fra i più stretti alleati di Washington”, senza precisare però quali essi siano. Era stata ascoltata, fra gli altri, anche Angela Merkel, e Berlino non aveva ovviamente gradito. È questo uno dei punti centrali della riforma annunciata oggi (venerdì) da Barack Obama per le attività della National Security Agency.
Si avvia alla conclusione anche la raccolta sistematica dei metadati delle telecomunicazioni degli statunitensi, dai numeri chiamati alla lunghezza delle telefonate. Per accedervi, servirà il permesso di una corte speciale. Una commissione difenderà i diritti della popolazione, che avrà maggiori diritti di essere informata.
Lo spionaggio all'estero sarà limitato alle lotta contro le minacce, militari o alla sicurezza (anche di internet), mentre non sarà permesso, per esempio, per garantire vantaggi commerciali a imprese statunitensi. "I cittadini stranieri devono sapere che gli Stati Uniti non li spiano se non minacciano la nostra sicurezza", ha detto Obama.
“La NSA e lo spionaggio elettronico hanno impedito svariati attacchi nel mondo e salvato vite innocenti, sia negli Stati Uniti che all’estero”, ha spiegato il capo della Casa Bianca, “ma anche aumentato il rischio di un’eccessiva invadenza dello Stato”. “Ci vorranno decenni”, ha aggiunto, “per comprendere la portata dei danni causati da Edward Snowden”, l’ex spia che ha portato alla luce lo scandalo delle intercettazioni.
Reuters/AFP/pon/sp
La Commissione europea
La Commissione europea «accoglie con favore il discorso di Obama sulla revisione dei programmi di intelligence, e in particolare il suo impegno ad affrontare i timori sulla raccolta dei dati da parte dell'NSA»: lo afferma Bruxelles in una nota. «il presidente americano dimostra di aver ascoltato i timori dell'Ue riconoscendo la necessità di agire». Anche il governo tedesco saluta positivamente le limitazioni alle attività d'intelligence annunciate da Washington. Berlino «analizzerà esattamente quanto annunciato», ha reso noto Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, pure vittima dello spionaggio dell'Nsa. «Il governo tedesco saluta il fatto che fondamentalmente la protezione dei dati e i diritti personali siano osservati anche per i cittadini non statunitensi», ha aggiunto. Una voce critica è invece giunta dal fondatore di Wikileaks Julian Assange. «È imbarazzante vedere un presidente degli Stati Uniti parlare per 45 minuti per non dire nulla, veramente imbarazzante» ha dichiarato in diretta tv sulla Cnn dall'ambasciata ecuadoregna a Londra.
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