È iniziata oggi, giovedì, in Oregon l’udienza preliminare di quello che è stato definito "il caso più grande del pianeta" e che vede nel mirino l’uscente presidente statunitense Barack Obama, accusato da un gruppo di giovani di aver fatto poco per combattere i cambiamenti climatici.
La causa è stata intentata da 21 ragazzi, dietro ai quali c’è l’associazione Our Children’s Trust, che dà loro voce per reclamare il diritto a condizioni ambientali stabili e salutari anche per il bene delle generazioni future.
Stando a quanto riferito dall’emittente CNN, i giovani sostengono che il loro diritto alla vita, libertà e proprietà è continuamente messo a rischio da tempeste sempre più forti, estreme siccità e innalzamento del livello dei mari. Il loro appello all’inquilino della Casa Bianca e alle varie agenzie governative è quindi quello di eliminare totalmente i combustibili fossili.
Viene comunque riconosciuto a Obama il merito di aver affrontato l’argomento dei cambiamenti climatici, ma questo non è stato sufficiente. Il giudice ascolterà le argomentazioni e avrà 60 giorni per decidere se ci sarà un processo.
ats/ansa/mrj





