Tiro, una delle città più antiche al mondo, porta i segni di diciannove bombardamenti aerei israeliani succedutisi nelle scorse settimane. Israele sospettava che nella città fossero presenti armi di Hezbollah e miliziani del movimento, e aveva emanato ordini di evacuazione: millecinquecento persone hanno abbandonato le proprie case, distrutte o rese invivibili dai raid.

La forza militare degli Hezbollah in Libano
SEIDISERA 11.06.2026, 18:00
Contenuto audio
Interi quartieri sono sventrati. Edifici squarciati e cumuli di macerie si alternano ai pochi negozi che hanno cominciato a riaprire. Colpisce il contrasto con la bellezza ancora visibile di questa città di grande interesse archeologico e turistico, affacciata su un mare bellissimo. I bombardamenti hanno centrato obiettivi a pochi metri dalla necropoli fenicia e da uno degli ippodromi romani meglio conservati al mondo. Gli alberghi e gli alloggi turistici ospitano ora gli sfollati: una donna incontrata per caso in strada vive in un monolocale per turisti perché la sua casa non è più agibile.
Colpiti anche gli ospedali
Tra gli obiettivi colpiti anche due ospedali. L’ospedale Jabal Amel, nel centro della città libanese, è stato bombardato il 1° giugno: trentacinque tra medici e infermieri sono rimasti feriti, alcuni gravemente, e nelle stesse ore il pronto soccorso doveva farsi carico di altri quarantacinque feriti del quartiere. Avvicinandosi dal retro dell’edificio si vedono ancora le finestre saltate e le parti pesantemente danneggiate. L’ingresso principale del pronto soccorso appare invece in ordine: la struttura è operativa. Il personale ha scelto di trasferirsi a vivere nell’ospedale insieme alle proprie famiglie, per ridurre i rischi degli spostamenti quotidiani. L’edificio ospita anche gli sfollati che non trovano altro alloggio.
In mezzo alla devastazione, un quadro di resistenza e solidarietà.

Intervista a leader militare di Hezbollah
SEIDISERA 11.06.2026, 18:00
Contenuto audio








