I toni utilizzati da Trump sono durissimi: martedì ha dichiarato che, in caso di mancato accordo sulla riapertura del passaggio marittimo entro le prossime ore (le 2.00 ora Svizzera), “un’intera civiltà morirà e non sarà più riportata in vita”. Parole terribili che, tuttavia, non sembrano scalfire la posizione di Teheran, ferma sulla propria linea e determinata a non accettare accordi sotto le pressioni di Washington.
Alle minacce statunitensi si aggiungono quelle di Israele, che nella mattinata di martedì ha dichiarato di voler colpire l’intera rete ferroviaria iraniana. Alla popolazione è stato chiesto di non utilizzarla, poiché la loro sicurezza sarebbe messa in pericolo. Secondo il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel corso della giornata sono state effettivamente colpite alcune infrastrutture ferroviarie e ponti dell’isola iraniana di Kharg, nel nord del Golfo Persico, che gestisce oltre il 90% delle esportazioni di greggio dal Paese.
In questo contesto, come si sta preparando l’Iran? Ai microfoni di SEIDISERA, Riccardo Redaelli, professore di Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano spiega che “l’Iran sa di non avere una difesa efficace contro attacchi aerei missilistici di Israele e Stati Uniti, ma si prepara come ha fatto in queste settimane e cioè con una risposta simmetrica, molto più forte e efficace di quanto sperassero americani e israeliani”.
Teheran non sembra intenzionata a cedere, per ora, all’ultimatum di Trump. Ma qualora lo Stretto di Hormuz non venisse riaperto, quali sarebbero le alternative? “Non cederà, perché non ha alternative”, riprende Redaelli. “È interessante perché Trump era entrato in guerra dichiarando di voler portare la libertà agli iraniani mentre ora li vuole cancellare dalla faccia della terra. Israeliani e americani hanno ucciso tutti i possibili negoziatori, i vertici politici. E ormai l’Iran è in mano alla nuova generazione dei pasdaran che è durissima e molto più agguerrita. Se si vuole distruggere completamente il regime, chi rimane combatte fino alla fine. Questa è una lezione elementare che Trump non sembra aver capito”, conclude il professore Riccardo Redaelli.

Approvvigionamento di cherosene: aerei a terra?
Telegiornale 07.04.2026, 20:00





