Nelle scorse settimane i membri del gruppo “Iniziativa europea per i pagamenti”, che comprende 16 delle principali banche europee, hanno lanciato un allarme. Secondo loro, bisogna trovare una soluzione per non dover dipendere dai sistemi di pagamento statunitensi, in particolare VISA e Mastercard, che da sole coprono circa il 75% delle transazioni mondiali con carta (Cina esclusa, in quanto usa altri sistemi).
Il gruppo teme, perciò, che il presidente Donald Trump possa bloccare questi sistemi, come metodo di pressione, con l’obiettivo di ottenere concessioni in altri ambiti. Nel 2025, il volume delle transazioni che ha visto coinvolte le due aziende è stato di circa 20’000 miliardi di dollari. Nasce, quindi, la necessità di trovare un’alternativa. Sul tema SEIDISERA ha intervistato Alessandro Seralvo, vicepresidente esecutivo del gruppo Cornèr.
“Un blocco unilaterale è molto poco credibile”, afferma Seralvo, poiché “le conseguenze sarebbero troppo grandi”. Questo anche perché bloccare Visa e Mastercard a livello mondiale potrebbe portare a due conseguenze: “La prima è che gli europei non potrebbero più usare le proprie carte all’interno dell’Europa e nel mondo intero”, spiega il vicepresidente esecutivo di Cornèr, ma anche gli americani stessi e in non residenti in Europa “non potrebbero più utilizzare le proprie carte nel mondo europeo”.
Un tentativo già effettuato in altri paesi
In passato è già successo che venissero bloccati questi sistemi di pagamento su due mercati: quello iraniano, dopo la rivoluzione degli Ayatollah, e quello russo, a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Si tratta però di “mercati che nel grande sistema Visa e Mastercard erano piccolissimi”, estendere questo blocco a tutta l’Europa avrebbe però delle conseguenze “troppo grandi”. A pagarne le conseguenze potrebbero essere compagnie aeree, multinazionali della tecnologia e il mondo del commercio elettronico, che dovrebbero fermarsi.
In Europa si cercano alternative, che per ora non hanno preso piede
La Comunità europea e la Banca centrale europea stanno cercando di trovare dei sistemi alternativi, “bisogna però dire che la loro utilità è molto limitata”. Uno è simile al modello svizzero Twint, ma è “basato solo in euro e l’accettazione è molto limitata”. In aggiunta, i paesi in cui si può utilizzare sono limitati e, essendo incentrato sugli account, bisogna obbligatoriamente avere un conto bancario per adoperarlo. Il tentativo, a oggi, ha “degli effetti molto limitati”.






