L’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha dato il suo via libera lunedì alla riforma del trattamento economico del personale. È prevista una cura dimagrante: a seconda delle qualifiche i tetti di massima salariale saranno abbassati.
Il margine di manovra dovrebbe esserci: un documentalista o ragioniere, per esempio, parte da uno stipendio di 38'000 Euro all’anno e tre decadi dopo ne percepisce 212’000.
Contro il provvedimento sono scesi in campo ben 21 sindacati dei lavoratori del settore. I dipendenti del Parlamento dal canto loro hanno presentato una diffida legale contro la misura. La riforma riguarda circa 2'100 dipendenti tra Camera e Senato. L’obbiettivo dell’operazione è risparmiare circa 100 milioni di Euro entro il 2018.
RG/Red. MM





