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Ragazzo bruciato, sei arresti

I sospettati dell'omicidio di Mohammad Abu Khdeir sono ebrei. Si tratterebbe di un caso nazionalistico

  • 07.07.2014, 00:37
  • 4 maggio, 13:29
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

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I presunti responsabili della morte di Mohammad Abu Khdeir, il ragazzo palestinese di Gerusalemme est “bruciato vivo” il 2 luglio, sono sei ebrei arrestati stamattina dai servizi di sicurezza israeliani. Secondo il portavoce della polizia ci sono “forti sospetti che si tratti di un caso nazionalistico”.

La notizia ha accresciuto ulteriormente la tensione che da settimane regna nella zona, diversi sono stati gli incidenti registrati nelle ultime ore.

Nel pomeriggio il premier Netanyahu ha detto “di non fare distinzioni tra terrorismo e terrorismo” e di condannare quindi tutte le invocazioni di morte. Il primo ministro israeliano ha poi promesso alla famiglia del ragazzo palestinese di “trovare gli assassini” del figlio.

Da Ramallah il leader palestinese ha chiesto al segretario dell'Onu Ban Ki Moon di indagare sui “crimini e le violazioni contro il popolo palestinese”. Abu Mazen ha aggiunto che nelle ultime due settimane “16 palestinesi, inclusi bambini e donne, sono stati uccisi” e che gli “attacchi dei coloni contro i palestinesi sono saliti del 41% dalla prima metà del 2014”.

ATS/CC

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