L’Unione Europea lancia un nuovo segnale di pressione politica nei confronti della Russia. Al termine del vertice di Bruxelles, in programma giovedì, sono state lasciate “tutte le opzioni aperte”, anche quelle di nuove sanzioni.
I leader europei "condannano gli attacchi del regime siriano e dei suoi alleati, in particolare la Russia, contro i civili ad Aleppo", e sollecitano "un'immediata cessazione delle ostilità e la ripresa di un processo politico credibile sotto l'egida delle Nazioni Unite". Nel caso queste parole dovessero cadere nel vuoto, "considerano tutte le opzioni, incluse nuove misure restrittive a persone o entità che sostengono il regime".
La minaccia sulle sanzioni, così come emerge dalle conclusioni del summit, è piuttosto velata e la sua formulazione è volutamente ambigua, perché come spesso accade in Europa, è frutto di un compromesso tra 28 diverse sensibilità. Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna premono sul pedale delle misure, ma Cipro e Grecia, ad esempio, non ne vogliono sapere.
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