La vicenda che dallo scorso aprile sta scuotendo il governo di Cristina Fernàndez Kirchner arriva fino a Lugano. Parallelamente agli inquirenti argentini, anche il Ministero pubblico della Confederazione (vedi scheda nel box a lato) sta indagando su un vasto caso di riciclaggio che coinvolge imprenditori vicini alla presidente.
I contorni della vicenda
Al centro del caso vi è Lazaro Baez, uomo d’affari sospettato di avere riciclato circa 50 milioni di euro. Denaro che, stando agli inquirenti argentini, sarebbe stato lavato tramite società schermo registrate in paradisi fiscali. Ad occuparsi di questi piazzamenti sarebbe stata una finanziaria argentina.
La finanziaria diventa ticinese
La società in questione è stata in seguito acquistata da una fiduciaria domiciliata a Lugano. Un’acquisizione dietro la quale - secondo chi sta indagando - si celerebbe la lunga mano di Lazaro Baez. Quest’ultimo avrebbe introdotto nelle casse della società il denaro. Soldi che, attraverso un complesso circuito di società schermo e di conti ginevrini, sarebbero ritornati "puliti" in Argentina. Da un documento giudiziario del procuratore José Maria Campagnoli traspare che la compagnia di Lugano è collegata a Baez. La società è presieduta da un ticinese che la gestisce assieme ad un italo-argentino. Quest’ultimo è citato nel rapporto come il “rappresentante” di Baez in seno alla fiduciaria e, sostengono gli inquirenti sudamericani, costituirebbe il denominatore comune dell’intera vicenda.
"Legge rispettata, nessun riciclaggio"
Da noi contattata, la società luganese ci spiega che ha sempre agito nel rispetto della legge svizzera e si chiama fuori da tutte le pratiche di riciclaggio. L'associazione diretta col signor Baez, sostengono, sarebbe assurda.
FF/Red.MM
È attivo anche il MPC
In Svizzera l’indagine è partita a seguito di una denuncia privata e di un annuncio dell’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), un ente in seno alla polizia federale che trasmette alle autorità di perseguimento penale, le comunicazioni di sospetto degli intermediari finanziari per i casi di riciclaggio di denaro. Per ora, tiene a precisare la portavoce del Ministero pubblico della Confederazione Jeanette Balmer, si tratta di farsi un’idea completa dei fatti avvenuti in Svizzera. Come da prassi il MPC non rivela l’identità delle possibili persone e società coinvolte da un’istruzione penale. Queste beneficiano della presunzione d’innocenza.






