Il dirigente dell’opposizione venezuelana Leopoldo Lopez è stato condannato giovedì sera da un tribunale di Caracas a tredici anni e nove mesi di reclusione, la pena più pesante possibile, in quanto ritenuto responsabile dei disordini avvenuti nella capitale del paese sudamericano il 12 febbraio 2014.
La sentenza pone fine a un processo durato oltre un anno e mezzo e che la quasi totalità dell’opinione pubblica mondiale ha considerato nient’altro che un atto di persecuzione politica da parte del Governo di Nicolas Maduro. Leo Lopez è rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, a nord di Caracas, dal 18 febbraio 2014, dopo che si era consegnato alle autorità che lo indicavano quale responsabile dei tumulti scoppiati al termine di una manifestazione studentesca svoltasi sei giorni prima nel centro della capitale venezuelana.
Secondo la tesi dell'accusa, Lopez sarebbe stato alla base della violenza di piazza di quella giornata, durante la quale manifestanti oppositori hanno affrontato la polizia, bruciato automobili e attaccato la sede della Procura centrale di Caracas.
AFP/ATS/EnCa







