Mondo

Sfide e fardelli della Cina

Il premier Li Keqiang traccia un bilancio economico in Parlamento - Crescita al 6,5% quest'anno

  • 05.03.2017, 10:40
  • 4 maggio, 17:41
Li Keqiang ha parlato ai 3'000 deputati

Li Keqiang ha parlato ai 3'000 deputati

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La Cina prende atto della sfavorevole congiuntura mondiale e abbassa al 6,5% le sue previsioni di crescita per il 2017, il valore più basso nell'ultimo quarto di secolo. Aprendo l'annuale sessione del Parlamento, il premier Li Keqiang si è lanciato in un esercizio di equilibrismo, fra promesse di riforme ed elenco delle gravi difficoltà del paese.

La grande sala in cui si tiene la sessione

La grande sala in cui si tiene la sessione

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Il doloroso riequilibrio dalle esportazioni verso il consumo interno si scontra con la necessità di preservare impiego e stabilità sociale, gli investimenti per tenere a galla colossi pubblici strutturalmente deboli e la volontà di investire l'equivalente di 355 miliardi in infrastrutture ferroviarie, stradali e fluviali fanno a pugni con un deficit arrivato a toccare il 270% del PIL. Aver ridotto il costo del credito più che rilanciare l'attività economica ha alimentato una bolla immobiliare che ora si cerca di sgonfiare senza danno. Le banche sbattono le porte in faccia alle imprese private, preferendo puntare sulla speculazione. Una lunga lista di sfide, ma "i fondamentali sono solidi e abbiamo la capacità di gestire i rischi sistemici", ha insistito Li Keqiang, che vuole pure ridurre la dipendenza dal carbone (dal quale deriva il 60% dell'elettricità del paese) per ridare alla Cina "un cielo blu".

pon/ATS

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