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Si riapre il "caso Pantani"

La procura di Forlì conferma di voler far chiarezza sulla vicenda del campione scomparso

  • 17.10.2014, 13:24
  • 4 maggio, 13:46
Si riapre la vicenda del ciclista romagnolo, morto nel 2004

Si riapre la vicenda del ciclista romagnolo, morto nel 2004

  • Keystone

La Procura di Forlì conferma la riapertura delle inchieste sulla “congiura” ai danni di Marco Pantani per alterare le analisi del sangue ed escluderlo dal Giro. Non ci sarebbe nuova ipotesi di reato oltre a quella già archiviata di associazione per delinquere finalizzata a truffa e frode sportiva, ma la base è legata in ciò che Renato Vallanzasca, boss della malavita, scrisse alla mamma dell’atleta e cioè di essere stato avvicinato in carcere da un camorrista.

L’ergastolano riferì a Vallanzasca che a suo avviso Pantani non avrebbe finito la gara, per poi gongolare quando, il 5 giugno 1999, il campione fu squalificato. L’ex boss della malavita milanese fu sentito dai giudici di Trento nell'inchiesta sul presunto scambio di provette in cui Pantani era parte lesa e finire poi indagato per frode sportiva. I processi si chiusero con un nulla di fatto e Vallanzasca non rispose agli inquirenti.

I legali della famiglia Pantani tentano di fare accertare che Marco sia stato messo in condizioni di essere squalificato, con l'alterazione del sangue quasi due punti sopra il limite massimo e poi minacciato di morte da chi aveva interesse a che non finisse la gara. Tra la sua morte, avvenuta cinque anni dopo e le minacce per ora non sembra esserci ancora un'ipotesi di relazione diretta.

Ma la Procura di Rimini ha riaperto anche questo caso, nell'ipotesi che Pantani non sia rimasto vittima del suo finire nel tunnel della dipendenza smodata dalla cocaina, ma che sia stato invece fatto fuori, con un'altra macchinazione per depistare le indagini.

Red. MM/ANSA/AGI/EnCa

PP 12.00 del 17.10.14 - La corrispondenza di Alessandro Braga

RG 12.30 del 17.10.14 - Antonio Ferretti in studio con Franco Cristini

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