"Inaccettabili". Così gli Stati Uniti hanno definito i combattimenti in corso ormai da alcuni giorni nel nord della Siria tra forze turche e milizie curde. Questi due attori del conflitto hanno il supporto di Washington il quale, attraverso le parole del segretario alla Difesa Ash Carter, ha chiesto ai suoi alleati turchi di combattere unicamente contro l’autoproclamato Stato Islamico (IS).
La Turchia ha recentemente tolto all’IS la città siriana di Jarabulus e da allora si è spinta in territori controllate dalle milizie curde, una situazione che ha complicato ancora di più le relazioni tra Ankara e Washington.
L’incontro previsto la prossima domenica tra il presidente turco Recep Tayyp Erdogan e il suo omologo statunitense Barack Obama a margine del G20 si preannuncia dunque particolarmente delicato, anche a causa della pendente domanda di estradizione inoltrata dalla Turchia nei confronti del predicatore in esilio negli Stati Uniti Fethullha Gulen, considerato da Ankara come la mente dietro il mancato colpo di Stato dello scorso 15 luglio.
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