Sarebbero almeno 46 i jihadisti uccisi nell’offensiva turca lanciata mercoledì in Siria. Nei bombardamenti hanno inoltre perso la vita 29 civili curdi. Lo sostiene l'agenzia Hawar, secondo cui 3mila civili sono inoltre fuggiti verso Manbij, conquistata nei giorni scorsi dalle milizie a guida curda.
Si è inoltre appreso che sono circa 5'000 i ribelli dell'Esercito siriano libero (Esl) entrati nel paese dalla Turchia insieme all'esercito di Ankara e impegnati nell'offensiva verso Jarablus, sotto il controllo dell'IS. Lo sostengono fonti militari turche, citate da Hurriyet. I ribelli dell'ESL, riporta invece l'agenzia statale turca Anadolu, sarebbero già entrati a Jarablus, la città nel nord della Siria sotto il controllo dell'IS al centro dell'operazione lanciata da Ankara.
Nell'offensiva sono anche impegnati almeno 20 carri armati e una ventina di altri mezzi blindati. Lo sostengono diversi media locali, secondo cui il piano operativo prevede di “mettere al sicuro” una fascia di territorio di circa 70 km in Siria al confine con la Turchia.
L’operazione ha avuto il sostegno degli Stati Uniti, che per il momento mettono a disposizione informazioni e consiglieri militari. Anche la Francia e la Germania hanno dato il loro appoggio all’operazione. La Russia è invece "profondamente preoccupata" dall'intervento: lo riferisce il ministero degli Esteri di Mosca in una nota.
ATS/ANSA/AFP/Reuters/SP





