In Italia, venerdì si è registrato l’ennesimo balzo in avanti dei contagi che superano, in totale, quota 37'800 in sole 24 ore; 446 i decessi.
I dati più inquietanti arrivano proprio da due delle regioni che da ieri, venerdì, sono entrate, non senza contestazioni, in lockdown: vale a dire Lombardia, che sfiora i 10’000 contagi giornalieri e il Piemonte con oltre 4’500. Al momento il problema principale è la situazione nelle strutture sanitarie.
Se quelle lombarde sono in forte stress, come stanno messe quelle piemontesi? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara Rivetti, dirigente ospedaliera e segretaria regionale del sindacato medico Anaao Assomed Piemonte che spiega come “il quadro sia oramai drammatico con tutti i pronto soccorso regionali con gravi sovraffollamenti e difficoltà a ricoverare i pazienti. Ciò significa non solo forti ritardi nella gestione dei pazienti ma anche riuscire a separare i pazienti Covid-19 dagli altri. Nei pronto soccorso piemontesi si presentano per lo più pazienti con gravi affezioni dovute la coronavirus e per i prossimi giorni non ci aspettiamo alcun miglioramento della situazione”. A Torino si sta allestendo un ospedale provvisorio ma tra pochi “giorni non sapremo più dove ricoverare i malati”.






