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Sochi, il bel pascolo

A poco più di due settimane dai Giochi, Krasnaja Poljana è ancora un vero e proprio cantiere in cui si corre per preparare strade e piste - puntata 7

  • 21.01.2014, 08:30
  • 4 maggio, 12:53
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  • rsi

Oggi Krasnaja Poljana ha ben poco del bel pascolo cui deve il suo nome. In questa giornata uggiosa, la regione dove si trovano le piste e il trampolino dei Giochi ha un'aria un po' spettrale.

Di neve in giro se ne vede poca. Il nostro traduttore, che di mestiere fa la guida alpina, non ne è stupito. Di solito arriva più tardi, a partire dalla metà di febbraio - ci dice - quando le gare saranno già iniziate da una settimana.

A 400 metri da noi, sul pendio, un gatto delle nevi è al lavoro, ma è soprattutto sulle strade che si vede un gran traffico di veicoli con il logo "Sochi 2014" e persone. Tutte intente a rattoppare, chiudere, spostare, sistemare, misurare, controllare.

Un gruppo di operai ci viene incontro in salita, pale in spalla e passo lento. Li fermiamo. Stanno ripulendo le strade, lavorano dalle 8 alle 18, con la pausa, e nessuno sembra lamentarsi delle condizioni.

La cosa che ci stupisce di più è che sono tutti ceceni. Siamo incuriositi. Un'organizzazione per i diritti umani ci aveva detto solo qualche giorno fa che ceceni e daghestani erano "sorvegliati speciali" a causa della loro provenienza geografica e dovevano per questo sottostare a una trafila particolare per ottenere un lavoro.

Smentiscono, e non sembrano nemmeno particolarmente imbarazzati o preoccupati a parlare con dei giornalisti. "Allah akbar", si congedano. Li saluto e li guardo allontanarsi, oppresso dal pensiero che il dubbio rimanga l'unica certezza di chi fa il mio mestiere.

Alessandro Chiara

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