Il presidente statunitense Donald Trump è illeso dopo che un uomo armato ha tentato di fare irruzione ieri sera alla cena della White House Correspondents’ Association, l’appuntamento che ogni anno riunisce il capo della Casa Bianca e la stampa accreditata
Questo è il quarto episodio di un attacco armato nei confronti di Donald Trump dall’inizio del suo secondo mandato: ricordiamo nel 2024 il Comizio di Butler quando il presidente era stato colpito all’orecchio, poi l’episodio al campo da golf di West Palm Beach ed il tentato omicidio sventato in California. Nella storia degli Stati Uniti nessun altro presidente ha avuto così tanti episodi documentati di tentati omicidi.

Andrew Spannaus
“Ci sono stati numerosi tentativi di attentato – spiega al Radiogiornale Andrew Spannaus, giornalista, analista politico americano e docente universitario – che hanno coinvolto figure come Obama, Clinton e Lincoln. Quelli che hanno riguardato Trump sono stati percepiti come particolarmente vicini al presidente, rendendoli forse più tangibili. Dobbiamo considerare che Trump è una figura molto contestata. Se si diffonde l’idea che Trump rappresenti una minaccia per la democrazia, è comprensibile che qualcuno possa pensare di ‘risolvere il problema’. A ciò si aggiunge la grande disponibilità di armi negli Stati Uniti. L’uomo, comunque, non è riuscito a superare la barriera dei metal detector”.

Agenti dei servizi segreti statunitensi circondano il presidente Donald Trump prima che venga portato via dal palco in seguito alla sparatoria avvenuta fuori dalla sala da ballo durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca
Si dice che l’uomo soggiornasse nello stesso albergo dove si teneva la cena dei corrispondenti: questa sparatoria solleva dunque seri dubbi sul sistema di sicurezza. “Nella politica americana, come in altri paesi democratici – prosegue Spannaus – la sicurezza si basa sulla presunzione di una società civile e dunque l’hotel ha continuato ad operare. Questo ospite era già all’interno della struttura, era un cliente dell’hotel. Dopo l’attentato di Butler, negli Stati Uniti si è ripensato a vari aspetti della sicurezza, ma gli errori umani sono sempre possibili. Non dovrebbero accadere, ma in una società aperta è molto difficile escludere del tutto i tentativi di violenza”.

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Notiziario 26.04.2026, 11:00
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