La Svizzera consegni agli USA una nota di protesta. È così che numerosi politici, sulle pagine del Tages Anzeiger pubblicato martedì, hanno reagito alla notizia diffusa ieri dal settimanale tedesco Der Spiegel, secondo la quale gli Stati Uniti hanno, nella loro missione diplomatica di Ginevra, una stazione d'ascolto in grado di intercettare comunicazioni di cellulari e computer.
Il presidente della commissione della politica estera del Consiglio degli Stati, lo sciaffusano Hannes German (UDC), ritiene che gli americani si stiano permettendo azioni inaccettabili. "La Svizzera potrebbe convocare l'ambasciatore di Washington a Berna, ma si tratterebbe di un gesto puramente simbolico", ha aggiunto German.
Ci sarebbero altre forme di protesta possibili, come il blocco dell'accordo fiscale FATCA che elimina, di fatto, il segreto bancario per quei cittadini statunitensi che hanno conti bancari nella Confederazione elvetica. La soluzione ideale consisterebbe nell'intraprendere un'azione coordinata insieme a quelle nazioni europee che hanno sottoscritto a loro volta una simile intesa.
Il fatto che Ginevra, sede di organizzazioni internazionali, fosse nel mirino dei servizi di spionaggio era stato rilevato pure in un rapporto del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), secondo il quale la Svizzera è resa interessante per gli 007 stranieri pure per altri aspetti, come la ricerca, la piazza finanziaria, il commercio di materie prime e l'elevato standard tecnologico industriale.
Red.MM











