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Stati Uniti e una ventina di Paesi firmano la carta del Consiglio per la Pace

Al WEF di Davos, Trump interviene commentando la situazione di Gaza e prospettando un ruolo di respiro internazionale, affiancato all’ONU, per il nuovo Board

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Donald Trump interviene dopo la firma della carta del Consiglio di pace durante il Forum economico mondiale di Davos

Donald Trump interviene dopo la firma della carta del Consiglio di pace durante il Forum economico mondiale di Davos

  • Keystone
Di: AP/ats/feta 

Donald Trump ha firmato l’atto di creazione del Consiglio per la Pace (Board of Peace), insieme alla ventina di leader che hanno partecipato alla cerimonia. Nonostante le prime dichiarazioni secondo le quali il Consiglio si sarebbe concentrato su Gaza, Trump ha affermato, durante il suo intervento, che potrebbe affiancare l’ONU come mediatore globale.

La sua visione del ruolo del Board of Peace non dovrebbe infatti limitarsi esclusivamente al Medio Oriente: “Penso che potremo estenderci ad altre cose, perché se avremo successo con Gaza, possiamo fare molte altre cose. Una volta che questo Consiglio sarà completamente formato, potremo fare praticamente tutto ciò che vogliamo”.

“Oggi forniremo maggiori dettagli sul Consiglio”, ha dichiarato Trump, “ha l’opportunità di diventare uno degli organismi più importanti mai creati e lo prendo molto sul serio. È una giornata entusiasmante, tutti vogliono farne parte: ci sono Paesi qui presenti, sono tutti miei amici. Alcuni Paesi mi piacciono e altri no, ma quelli che sono qui mi piacciono tutti. Sono grandi leader, grandi personalità”.

La Casa Bianca ha presentato la cerimonia come una sorta di lancio della carta del Consiglio per la Pace, ma nessuna bozza è stata resa pubblica, né è ancora chiaro l’elenco completo dei membri. In ogni caso, i Paesi firmatari sono: Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam. Restano quindi fuori quasi tutti i Paesi dell’Unione europea, dall’Italia, alla Germania, alla Francia, e poi anche Norvegia e Regno Unito, alleati tradizionali degli Stati Uniti. E pure la Svizzera.

La situazione in Medio Oriente

Durante la cerimonia di creazione del Consiglio per la Pace, Trump ha speso parole sulla situazione in Medio Oriente, in particolare sui contesti di Gaza e del Libano.

Nello specifico, ha affermato che Hezbollah rimane in Libano, ma la sua forza è minima, ridotta a “resti”. In Palestina invece, secondo Trump la guerra tra Hamas e Israele “sta davvero volgendo al termine”. Hamas e i suoi esponenti sarebbero “ridotti a piccoli fuochi” e “possiamo spegnerli molto facilmente”, ha aggiunto.

Hamas probabilmente rispetterà i suoi impegni, afferma Trump, ma se non lo farà - perché “sono nati con i fucili in mano” - verrà distrutta.

Trump ha quindi sostenuto che “ora abbiamo la pace in Medio Oriente” e ha ribadito di aver messo fine a sette guerre, aggiungendo che “un’altra finirà molto presto”, riferendosi all’Ucraina.

Telegiornale delle 12:30 del 22.01.2026

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