È una super-domenica elettorale, per gli 11 milioni di sudditi di Re Filippo. Al voto per scegliere ventuno eurodeputati si aggiungono quelli per il Parlamento federale e le Assemblee legislative delle tre regioni in cui è diviso il Paese: Fiandre, Vallonia e Bruxelles.
I due protagonisti principali sono gli stessi di cinque anni fa: il partito socialista del premier uscente Elio Di Rupo, popolare soprattutto nel sud francofono, e la nuova alleanza famminga di Bart De Wever, portabandiera di un nazionalismo europeista che vuole (se non la fine formale del Paese) quanto meno la sua ulteriore dissoluzione dall’interno, a vantaggio delle regioni.
I toni sono più moderati dell’ultima volta quando ci vollero 541 giorni per arrivare alla formazione di un governo, ma la posta in gioco è importante. Di certo l’ultima cosa di cui l’Europa ha bisogno è un altro psicodramma in uno dei suoi membri.
RED.MM/Tomas Miglierina




