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Tamponi contaminati dall’erbicida in Gran Bretagna

Una ricerca rileva un’elevata concentrazione di glifosato in una confezione usata dai ricercatori per il test - Il Governo britannico per ora non interviene

  • 21 luglio, 12:40
  • 22 luglio, 08:41
03:15

Radiogiornale delle 12.30 del 21.07.2025: Il servizio di Sofia Stroppini sui tamponi contaminati

RSI Info 21.07.2025, 12:30

  • Keystone
Di: Radiogiornale/Stroppini/Spi 

Un diserbante, il glifosato, è stato rinvenuto in alte concentrazioni durante un test sugli assorbenti igienici interni. A sollevare preoccupazioni su un prodotto di uso comune tra le donne, è un rapporto di cui ha dato notizia il Guardian. Secondo il quotidiano britannico nei tamponi venduti nel Regno Unito sono state rilevate elevate concentrazioni di sostanze tossiche.

La presenza del glifosato misurata in una delle confezioni acquistate per il test superava di 40 volte il limite fissato per l’acqua potabile. Si tratta di un erbicida potenzialmente cancerogeno che è stato collegato anche all’insorgenza del Parkinson e altre gravi condizioni di salute. Era contenuto nel diserbante Roundup che veniva prodotto da Monsanto. La multinazionale tedesca Bayer, che ha rilevato Monsanto limitando l’uso della sostanza, è finita in causa per i danni provocati all’ambiente e alla salute riscontrati da chi ha fatto uso di questo erbicida. 

Ma come vi è finita questa sostanza negli assorbenti igienici? Trattandosi di un erbicida si può immaginare che sia stato utilizzato per la coltivazione del cotone, con cui si producono anche i tamponi. Il biologo Guido Maspoli, ai microfoni della RSI, spiega che il cotone non è una pianta facilissima da coltivare e ha fatto un paragone locale: “Ci sono dei vigneti dove l’erba viene lasciata crescere e altri dove, sotto il filare di vigna, si usano dei diserbanti per non avere erbe che sono concorrenziali con la vigna. Il cotone è sicuramente una coltura in cui si cerca di non avere concorrenze con le erbacce”.

Il Guardian sottolinea che per il momento il governo britannico non è intenzionato a prendere dei provvedimenti, anche se non è la prima volta che delle sostanze tossiche vengono trovate nei tamponi a livello mondiale. Studi precedenti, infatti, hanno riscontrato in alcuni prodotti la presenza di metalli pesanti come arsenico e piombo.

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