Sette degli otto membri svizzeri della flottiglia per Gaza sono atterrati sabato pomeriggio all’aeroporto di Ginevra, cinque giorni dopo essere stati catturati in acque internazionali da Israele. Sono stati accolti dai loro cari e da partecipanti alle precedenti flottiglie.
L’esercito israeliano aveva fermato lunedì le navi che facevano rotta verso il territorio palestinese. Gli attivisti sono stati messi in detenzione, inizialmente sulle imbarcazioni e poi in Israele.
Una responsabile della flottiglia, in un intervento davanti all’aeroporto trasmesso su Instagram, ha denunciato le violenze subite. “I circa 400 attivisti presenti nella flottiglia hanno subito violenze fisiche, psicologiche e sessuali. È estremamente grave”, ha dichiarato.
La responsabile ha inoltre criticato duramente l’atteggiamento della Confederazione. “La Svizzera ci ha semplicemente detto che si trattava solo di una responsabilità individuale di ciascun membro della flottiglia”, ha affermato. “È assolutamente terrificante pensare che la Svizzera ignori tutti gli obblighi giuridici internazionali che le incombono”.
La responsabile ha aggiunto che le autorità erano state avvertite. “Avevamo detto loro che probabilmente ci sarebbero stati atti di tortura. È quello che è successo”, ha dichiarato. I presenti hanno denunciato la complicità della Svizzera, del Dipartimento federale degli affari esteri e dei media con Israele.

Flottiglia umanitaria, svizzeri intercettati
Telegiornale 18.05.2026, 20:00






