Sta tenendo banco la decisione del Parlamento federale di introdurre una tassa di transito per chi attraversa la Svizzera. Gli obiettivi che si vorrebbero raggiungere con questa decisione riguardano la riduzione delle colonne in autostrada, la diminuzione del traffico di deviazione attraverso le località, il miglioramento della qualità di vita degli abitanti e la protezione delle Alpi. Questi propositi sono tutti considerati raggiungibili - sia dalla destra che dalla sinistra - proprio con la tassa di transito, che colpirebbe in particolare i veicoli stranieri dei vacanzieri.
Bruxelles esprime comprensione per la problematica, ma ritiene che la soluzione scelta non sia un buon segnale. Paolo Pamini, consigliere nazionale ticinese UDC, è consapevole dell’insoddisfazione europea ma, come ha dichiarato al Radiogiornale, secondo le verifiche fatte “la proposta è compatibile con gli accordi bilaterali”. Nonostante ciò, secondo l’eurodeputato francese Christophe Grudler, si può capire l’esasperazione per il traffico, “ma le soluzioni vanno trovate assieme, non si risolvono i problemi a spese dei vicini”.
Proprio Grudler è una figura chiave per le relazioni tra Svizzera e UE e ha sostenuto attivamente il pacchetto di accordi “Bilaterali III”, per superare l’impasse e ristabilire la fiducia tra le due parti. “Proprio mentre cerchiamo di trovare soluzioni assieme su tutta una serie di problemi, in generale in Europa, ma anche a livello mondiale, il fatto di voler risolvere in questo modo un problema - reale, lo riconosco - non è un bel messaggio”, ha rimarcato l’eurodeputato, affermando che “è un segnale di chiusura su sé stessi, senza cercare il dialogo con i Paesi che possono avere gli stessi disagi.”
Secondo Grudler ci si potrebbero aspettare delle misure di ritorsione. L’Italia e la Francia potrebbero per esempio tassare gli Svizzeri che attraversano i loro territori per raggiungere altri Paesi. “Non è una misura giusta”, ha concluso l’europarlamentare, il quale ha sottolineato che la misura “penalizza in funzione della nazionalità e non in funzione dell’utilizzo”.






