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Teheran, inizia l’addio a Khamenei: attese decine di milioni di persone

La salma della Guida suprema è arrivata venerdì nella capitale - Le celebrazioni ufficiali, che dureranno sei giorni, inizieranno sabato e si svolgeranno in molte città iraniane e in Iraq

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Teheran, e non solo, è tappezzata dalle immagini di Khamenei
04:14

Ayatollah Ali Khamenei: al via i funerali

SEIDISERA 03.07.2026, 18:00

  • RSI
Di: Naima Chicherio (giornalista) e Mattia Capezzoli (videomaker), inviati RSI a Teheran

È arrivata oggi a Teheran la salma dell’Ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran per 37 anni, ucciso nei bombardamenti congiunti di Stati Uniti e Israele all’inizio della guerra, quattro mesi fa. Dopo vari rinvii, prendono ora forma le celebrazioni funebri, che si apriranno domani e si protrarranno per sei giornate, non solo nella capitale iraniana ma anche in altre città del Paese e in Iraq.

Una città blindata

La RSI si è recata a Teheran, dove il centro cittadino appare già in stato di massima mobilitazione. Le strade sono tappezzate di ritratti di Khamenei, raffigurato in pose diverse - sorridente, in preghiera, nell’atto di salutare - da solo o accanto al generale dei pasdaran Qassem Soleimani, ucciso nel 2020. Il dispositivo di sicurezza è imponente, con guardie rivoluzionarie e forze di polizia presenti ovunque, strade bloccate e numerosi checkpoint. Una prima cerimonia pre-funebre si è già tenuta, in attesa dell’avvio delle grandi celebrazioni.

Fino a 35 milioni di persone attese

Le cifre attese sono difficili da verificare ma straordinarie: si parla di una partecipazione compresa tra i 20 e i 35 milioni di persone, che renderebbe l’evento uno dei più grandi assembramenti della storia. Sono già stati dispiegati squadre di soccorso e membri della Mezzaluna Rossa, mentre decine di delegazioni straniere sono attese per l’occasione.

Teheran

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Un messaggio di unità e continuità

Le autorità iraniane puntano a trasmettere un duplice messaggio: da un lato quello di un Paese più unito rispetto al periodo pre-bellico, dall’altro quello di istituzioni strategiche - a partire dai guardiani della rivoluzione - rimaste intatte nonostante i pesanti attacchi subiti e i diversi omicidi mirati degli ultimi mesi. Un messaggio veicolato anche attraverso gli slogan diffusi in questi giorni, tra cui uno che invita alla “resurrezione” della nazione, accompagnato dal simbolo del pugno rosso della resistenza, a indicare la continuità ideologica dell’asse antioccidentale.

In questo senso vanno lette anche le parole del principale negoziatore iraniano, Ghalibaf, secondo cui l’appello alla vendetta della nazione per l’uccisione della Guida suprema “deve risuonare forte nelle orecchie di tutto il mondo” - un messaggio che passa anche attraverso l’affluenza record attesa e la presenza dei media internazionali.

Giornalisti accreditati

Proprio la copertura mediatica segna una novità significativa: l’Iran non concedeva l’accredito a un inviato della RSI da diversi anni. Per l’occasione sono stati accreditati oltre mille giornalisti, molti provenienti dal Medio Oriente ma non solo, con una nutrita presenza anche di testate occidentali.

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Dall’archivio:
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03:10

Chi era Ali Khamenei

Telegiornale 01.03.2026, 20:00

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