Donald Trump ha lodato martedì la “ripresa storica” dell’America a un anno dal suo ritorno al potere, in un discorso davanti al Congresso. Ha dipinto un quadro idilliaco degli Stati Uniti, nonostante il risentimento di molti americani. “Dopo solo un anno, posso dire con dignità e orgoglio che abbiamo realizzato una trasformazione senza precedenti e una ripresa storica”, ha dichiarato il presidente americano nel suo “discorso sullo stato dell’Unione”, affermando: “Il nostro Paese è tornato”.
“L’inflazione è in calo, i redditi stanno aumentando rapidamente, l’economia è fiorente come non mai”, ha aggiunto tra gli applausi dei membri del suo partito repubblicano che scandivano “USA, USA, USA”.
Sconvolto dalla Corte Suprema, maltrattato nei sondaggi, minacciato da una sanzione elettorale in autunno, Donald Trump si è giocato molto con questo discorso. Ha infatti molto da fare per convincere gli americani che “l’età dell’oro” promessa un anno fa durante la sua investitura è a portata di mano.
La posta in gioco è alta: abituato a governare senza ostacoli, il repubblicano 79enne vedrebbe il suo margine di manovra notevolmente ridotto se il suo partito perdesse il controllo del Parlamento a novembre durante le elezioni di medio termine. Nel suo discorso, ha elencato i risultati ottenuti in materia di immigrazione, assicurando che il confine “non è mai stato così sicuro” e affermando che gli Stati Uniti hanno ricevuto oltre 80 milioni di barili di petrolio dal Venezuela, “il nostro nuovo amico e partner”.
Dopo la cattura da parte degli Stati Uniti, il 3 gennaio, del presidente venezuelano Nicolas Maduro, ormai destituito, Washington sta cercando di controllare lo sfruttamento delle enormi riserve di idrocarburi del Paese sudamericano. I Paesi alleati e rivali degli Stati Uniti erano inoltre alla ricerca di qualsiasi indizio sulle intenzioni dell’imprevedibile comandante in capo riguardo all’Iran, mentre questi ha ammassato importanti risorse militari in Medio Oriente.
Il leader repubblicano ha fatto il suo ingresso in pompa magna nell’emiciclo della Camera dei rappresentanti, dove era presente l’intera famiglia Trump, compresa la first lady Melania Trump. Diverse decine di parlamentari dell’opposizione democratica hanno invece scelto di lasciare i loro posti vuoti.
Un deputato afroamericano democratico ha brandito un cartello con la scritta “I neri non sono scimmie”, prima di essere espulso, riferendosi a un video razzista condiviso questo mese da Donald Trump che raffigurava l’ex presidente Barack Obama e sua moglie Michelle come scimmie.
Davanti ai giudici della Corte Suprema, Trump ha inoltre giudicato “molto deplorevole” la loro decisione di invalidare gran parte dei dazi doganali con cui ha colpito i partner commerciali degli Stati Uniti. Quattro dei nove giudici dell’istituzione, che Donald Trump ha criticato aspramente, erano in prima fila durante il suo discorso. Al suo arrivo, ha stretto loro la mano.
In un sondaggio YouGov/Marketwatch pubblicato martedì, quasi il 47% degli intervistati ritiene che il proprio potere d’acquisto sia diminuito da quando è tornato al potere nel gennaio 2025.
Il repubblicano ha salutato la squadra maschile di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti, che ha appena vinto l’oro olimpico, presente in sala e applaudita al punto da quasi rubargli la scena.
Oltre alla squadra di hockey, il repubblicano ha invitato anche Erika Kirk, vedova dell’influencer pro-Trump Charlie Kirk, assassinato a settembre e che la Casa Bianca, in sintonia con la destra cristiana, ha trasformato in un “martire”. Alcuni parlamentari democratici hanno invece invitato le vittime dell’ex finanziere Jeffrey Epstein, morto in prigione nel 2019 prima del processo per reati sessuali e di cui Donald Trump era amico.
Al termine dell’evento, uno dei più alti esponenti democratici degli Stati Uniti ha criticato il discorso pronunciato da Donald Trump al Congresso, vedendovi un esempio della distanza tra il presidente e la realtà vissuta dai suoi concittadini. “Gli americani non hanno mai visto un discorso sullo stato dell’Unione così distante dalla realtà”, ha affermato in un comunicato il leader dei democratici al Senato, Chuck Schumer, denunciando “una quotidianità caratterizzata da costi più elevati, alloggi inaccessibili, più caos e più corruzione”.
La governatrice democratica della Virginia ha a sua volta parlato alla stampa dopo il discorso di Trump, affermando che “ha fatto ciò che fa sempre. Ha mentito”. La governatrice ha poi ricordato di non aver sentito “soluzioni concrete alle urgenti sfide della nostra nazione, molte delle quali le sta aggravando lui”, ma ha cercato “capri espiatori e ha distratto l’attenzione”.
E con un discorso di un’ora e 47 minuti, martedì Donald Trump ha tenuto davanti al Congresso americano il più lungo discorso sullo stato dell’Unione. Ha superato quello di un’ora e 20 minuti del democratico Bill Clinton nel 2000. Il presidente repubblicano ha anche battuto il suo record dello scorso anno per un discorso presidenziale davanti al Congresso, che aveva pronunciato poche settimane dopo il suo insediamento e che tecnicamente non era un discorso sullo stato dell’Unione.
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Telegiornale 24.02.2026, 20:00


