L’UE ha imposto sanzioni a 16 persone fisiche e 7 entità della Russia per la sistematica e illegale deportazione di bambini ucraini. Lo ha reso noto il Consiglio europeo oggi, lunedì, attraverso un comunicato.
Si stima, afferma il Consiglio nella nota, che la Russia abbia deportato e trasferito con la forza quasi 20’500 bambini dall’inizio della sua aggressione all’Ucraina. Queste azioni, sottolinea, costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e violano i diritti fondamentali dei bambini. E l’obiettivo, aggiunge, è di cancellare l’identità ucraina e minare le future generazioni.
Fra le entità prese di mira dalle sanzioni figurano istituzioni della Federazione russa legate al ministero dell’educazione. L’elenco comprende anche funzionari e politici dei territori occupati dalla Russia, unitamente a responsabili di campi giovanili e di organizzazioni militari-patriottiche.
Le persone indicate nell’elenco sono soggette al congelamento dei loro beni. A cittadini e aziende dell’UE è inoltre fatto divieto di fornire loro fondi o risorse economiche.
Svizzera partecipa a coalizione
Sempre oggi, a Bruxelles, la Svizzera prende parte, per la prima volta come membro effettivo, ad una riunione ad alto livello della coalizione internazionale per il rimpatrio dei minori ucraini deportati dalla Russia. Finora la Confederazione partecipava unicamente come osservatrice.
“La Svizzera ha formalmente notificato all’Ucraina e al Canada la propria adesione”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). La coalizione è stata fondata nel febbraio 2024 da Canada e Ucraina e oggi raggruppa 47 Stati e organizzazioni internazionali. L’incontro si terrà nel tardo pomeriggio a Bruxelles. La Svizzera sarà rappresentata dall’ambasciatrice Rita Adam, la quale è a capo della missione elvetica presso l’UE.

Ucraina, tregua fragile
Telegiornale 06.05.2026, 12:30









