Donald Trump ha destituito Pam Bondi dalla carica di ministra della giustizia e procuratrice generale degli Stati Uniti. È il secondo membro dell’amministrazione a perdere il lavoro in pochi giorni: il 5 marzo scorso era toccato alla segretaria alla sicurezza Interna, Kristi Noem, responsabile - tra le altre cose - della lotta senza quartiere all’immigrazione irregolare.
Con un post sul suo social network, Truth, Trump ha salutato l’azione di Bondi contro la criminalità e ha annunciato che la donna assumerà presto un nuovo importante ruolo nel settore privato. Pam Bondi ha invece scritto su “X” per ringraziare il capo della Casa Bianca dell’ “onore di una vita”.
Secondo numerosi media statunitensi, all’origine della decisione di Trump ci sarebbe la crescente frustrazione per l’ operato della ormai sua ex fedelissima, compresa la gestione dei fascicoli relativi al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Bondi ha incontrato Trump mercoledì sera alla Casa Bianca, prima del discorso presidenziale sulla guerra in Iran, ed in quella sede è stata informata della sua rimozione.
La guida del dipartimento alla giustizia è stata affidata ad interim al vice di Bondi, Todd Blanche, già avvocato personale di Trump. In pole position per assumere stabilmente il delicato ruolo ci sarebbe però l’attuale direttore dell’agenzia per la protezione dell’ambiente, Lee Zeldin, con cui il presidente avrebbe già discusso della possibile transizione.
Si cambia anche al Pentagono
In piena guerra con l’Iran, il segretario alla difesa USA Pete Hegseth ha chiesto al capo di Stato maggiore dell’esercito degli Stati Uniti, il generale Randy George, di rassegnare le dimissioni. È solo l’ultimo in una serie di licenziamenti ai vertici delle forze armate disposte dal Segretario alla Difesa. Una decisione che non potrebbe mai essere presa senza per lo meno l’avvallo del presidente Trump.
Hegseth, sotto pressione per l’evoluzione della guerra contro gli ayatollah, intenderebbe affidare il ruolo a una figura in grado di attuare la visione di Donald Trump per l’esercito. Tra i favoriti si fa il nome del generale LaNeve, già assistente di Hegseth.
Il generale silurato era stato parte dell’amministrazione Biden, durante la quale aveva ricoperto il ruolo di primo assistente militare del segretario della Difesa Lloyd Austin, tra il 2021 e il 2022.

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