La Tunisia è oggi il primo paese di partenza per raggiungere le coste italiane. I migranti subsahariani che decidono di affrontare il viaggio verso l’Europa sono sempre di più, complici le nuove crisi in Sudan e Niger, e le situazioni di povertà e deprivazione altrove.
Dall’Etiopia come dalla Nigeria si affrontano passaggi di frontiera che possono durare pochi giorni, ma anche mesi o addirittura anni, perché ad ogni tappa bisogna guadagnare per potersi permettere la successiva, e spesso, soprattutto in Libia, si può incorrere in lunghi periodi di detenzione nei centri per immigrati irregolari, dove la tortura a scopo di estorsione è una pratica quotidiana.
La Tunisia è l’ultimo paese africano dove si approda prima di affrontare il Mediterraneo, con barche di fortuna, che spesso cominciano ad avere problemi subito dopo la partenza perché sovraccariche, con saldature deboli e materiali non adatti, oppure perché raggiunte da predoni del mare che ne rubano il motore lasciando i passeggeri alla deriva.
Le persone che ufficialmente hanno raggiunto le coste italiane partendo da Sfax, Mahdia, Chebba, KIlibia sono quasi 60'000 dall’inizio dell’anno, ma ufficiosamente si parla di cifre di quasi tre volte superiori.
In molte zone costiere della Tunisia, in particolare nell’area intorno a Sfax, seconda città per numero di abitanti e primo polo industriale del paese, i controlli della Guardia Nazionale si sono intensificati, e i punti di partenza si sono conseguentemente ampliati. Proprio qui negli ultimi mesi si sono verificati episodi di forte tensione fra migranti e residenti locali, che hanno portato ad allontanamenti sommari dalla città verso il confine libico, e fatto parlare di un’ondata di razzismo senza precedenti nel paese, anche se il sostegno umanitario ai migranti continua a reggersi sul lavoro volontario di gran parte della società civile.

Immigrazione: firmato memorandum Tunisia-UE
Telegiornale 16.07.2023, 20:00






