Carcere a vita per Osman Kavala. È stata accolta con grida di rabbia e lacrime dai presenti in aula la sentenza dei giudici del tribunale di Istanbul, che hanno condannato all'ergastolo il filantropo turco Osman Kavala per il suo sostegno alle proteste di massa di Gezi Park del 2013 contro il presidente Recep Tayyip Erdogan.
Il pubblico ha intonato gli slogan di quella contestazione mentre venivano portati via dagli agenti di polizia gli altri 7 imputati, anche loro condannati a 18 anni di reclusione con ordine immediato di arresto. Una sentenza definita da Amnesty International "un colpo devastante" per i diritti umani in Turchia, mentre dall'Europa, che ha seguito a lungo la vicenda inviando i suoi diplomatici alle udienze, piovono critiche ad Ankara, con la Germania che chiede la "liberazione immediata" dell'attivista.
"La condanna all'ergastolo di Osman Kavala da parte della Corte turca, insieme alle pesanti pene detentive per altri imputati, mostrano la massima durezza. E ignorano la decisione della Corte europea per i diritti umani. Il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali è oggi più importante che mai". Lo ha scritto su Twitter Josep Borrell, l'alto rappresentante per la politica estera UE.
Cala così il sipario sulla vicenda giudiziaria legata alle manifestazioni di quasi 10 anni fa, iniziate come protesta ambientalista a Istanbul e ben presto allargatesi a tutto il Paese, coinvolgendo milioni di persone e diventando un simbolo della Turchia alternativa alla visione politica del suo presidente.
Kavala, uomo d'affari impegnato per i diritti delle minoranze curda e armena, sostenne quelle dimostrazioni fin dall'inizio e oggi è stato condannato all'ergastolo "aggravato", per avere "tentato di rovesciare il governo".
Il filantropo è molto noto non solo in Turchia ma anche in Europa, come dimostrato dalla folta presenza di diplomatici dei Paesi occidentali che hanno regolarmente partecipato alle udienze come osservatori. Un interesse considerato scomodo da Erdogan, che a ottobre minacciò di espulsione, per poi fare un passo indietro, 10 diplomatici occidentali - tra cui gli ambasciatori di Usa, Francia e Germania - che lanciarono un appello per la sua liberazione nel quarto anniversario dell'arresto.
Notiziario delle 21.00 del 18 febbraio 2020
RSI Info 18.02.2020, 22:42
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