L'allarme rosso la domenica, le facce "rosse di vergogna" il lunedì. È giorno di polemiche, di mea culpa e d'imbarazzo in Gran Bretagna all'indomani del plateale "fiasco dell'Old Trafford", il glorioso stadio del Manchester United svuotato di decine di migliaia di persone, con tanto di partita cancellata, per un allarme causato da un finto ordigno, come si è alla fine scoperto: un oggetto in tutto e per tutto simile a una vera bomba rudimentale, "dimenticato" fra gli spalti dopo un'esercitazione del capo della società di sicurezza, che sarebbe il responsabile e afferma: "È tutta colpa mia".
L'epilogo ha avuto dell'incredibile e i giornali oggi non fanno sconti. Ma anche il sindaco di Manchester, il laburista Tony Lloyd, grida allo "scandalo" e chiede un'inchiesta, al di là delle scuse di un responsabile dell'azienda di sicurezza che ha condotto l'esercitazione e che si è preso tutta la colpa. Quanto accaduto "è inaccettabile", tuona il sindaco: "Gravi disagi ai tifosi, tempo sottratto a un enorme numero di poliziotti e ai reparti di artificieri, gente inutilmente in pericolo, perché evacuare decine di migliaia di persone da uno stadio di calcio non è senza rischi". Di buono c'è che l'evacuazione è stata portata a termine con ordine.
ats/joe.p.




