Navi vedetta per un paese senza accesso al mare, piante di soja dove si coltiva il riso e il grano. Queste sono solo due delle voci che spiccano nella lista degli aiuti forniti da Washington all’Afghanistan per la sua ricostruzione. Totale: 103 miliardi di dollari in 13 anni, di cui una buona parte spesi, appunto, male.
"Entro la fine dell’anno gli Stati Uniti avranno sborsato per la ricostruzione dell’Afghanistan più di quanto non abbiano versato per la ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale", ha tuonato l’ispettore generale incaricato del dossier John Sopko.
Sopko con i suoi 200 collaboratori interroga le agenzie americane sospettate di gettare i soldi dei contribuenti dalla finestra, ma è incaricato anche di scovare responsabili afghani e statunitensi corrotti.
"Abbiamo costruito scuole che sono crollate e cliniche senza medici", ha riassunto prima di aggiungere "i 34,4 milioni di dollari investiti in una coltivazione di soja sono sintomatici della convinzione americana, che sfiora l'autoritarismo, di sapere meglio degli afghani cosa convenga loro".
AFP/FrCa



