Freddo e pioggia sulla “Giungla” di Calais, la più grande tendopoli in Europa che a partire da domani, lunedì, 8 verrà smantellata. Volantini sono stati distribuiti, ma i migranti – si parla di 6-8'000 persone che popolano l’area – non sanno ancora dove verranno trasferiti. La tensione e palpabile. La prefettura della cittadina francese stima che l’evacuazione durerà una settimana.
Per tutti la stessa meta: la Gran Bretagna
Sono state preparate corsie diverse per maggiorenni, minorenni senza famiglia, donne incinte, malati, famiglie. Gli addetti proporranno l'alternativa fra due centri possibili in due diverse regioni. Sessanta pullman partiranno domani, 45 martedì, 40 mercoledì. Il tutto sotto strettissima sorveglianza di polizia e gendarmi.
Tra le 6'000 e le 8'000 persone nella Giungla
Affacciata sulla Manica, a poche decine di chilometri in linea d’aria dalle coste dell’Inghilterra, a Calais uomini, donne e bambini che popolano la bidonville hanno tutti la stessa meta: la Gran Bretagna, da raggiungere nascondendosi sui camion, sui treni che attraversano l’Eurotunnel, o attraversando la stretta lingua di mare che divide i due paesi con imbarcazioni di fortuna.
ANSA/ludoC
Il mondo finisce a Calais
Lo scorso anno ci siamo recati nella “Giungla”, quando centinaia di persone ogni sera tentavano di salire sui treni che attraversano la galleria sottomarina. Nel video che segue il racconto di alcuni dei migranti che abbiamo incontrato e le considerazioni delle forze di polizia. Qui il reportage completo: Il mondo finisce a Calais





