Irom Sharmila, militante per i diritti umani indiana, ha interrotto martedì uno sciopero della fame di 16 anni, considerato il più lungo di sempre. La donna, soprannominata la "Lady di ferro di Manipur", ha deciso di portare avanti la sua lotta candidandosi alle elezioni locali.
La 44enne era sotto il controllo della giustizia dal 2000, all’inizio del digiuno intrapreso per protesta contro i poteri conferiti alle forze di sicurezza per contrastare le insurrezioni separatiste della regione nel nord del paese. Sharmila aveva assistito alla morte di 10 civili uccisi alla fermata di un bus, probabilmente dall’esercito.
Accusata di tentato suicidio era confinata in una stanza di ospedale nella città di Imphal, dove era forzatamente nutrita attraverso una sonda nasale.
Amnesty international l’aveva dichiarata "prigioniera d’opinione" nel 2013.
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