Emanciparsi dalla Cina rimanendo in buoni rapporti. Una prova di equilibrismo che la Germania ha deciso di portare avanti convinta che la situazione attuale non sia più adeguata, perché il Paese asiatico sta evolvendo rapidamente.
"Se si osserva con che autostima la Cina sta influenzando l'avvenire del pianeta, è chiaro come abbia adottato una politica più offensiva all'estero e più repressiva in patria. La Cina è cambiata, quindi deve cambiare anche il nostro approccio nei suoi confronti", dice la ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock.
Da qui la necessità di mettere dei paletti che definiscano le relazioni bilaterali con la Cina. Il documento di 64 pagine del Governo tedesco fissa le linee guida in materia di economia, politica climatica e diritti umani e molto altro. L'obiettivo è chiaro.
"Non possiamo permetterci di subire una seconda volta quello che abbiamo vissuto a causa dell'aggressione russa dell'Ucraina. Per allontanarci dalla dipendenza verso la Russia abbiamo dovuto spendere oltre 200 miliardi di euro", spiega ancora Baerbock
Per Berlino la Cina è si un partner economico, ma anche un rivale sistemico. La rotta tracciata vuole anche mettere in guardia le aziende tedesche dall'eccessiva dipendenza dal gigante asiatico. Da ora in poi avranno più responsabilità per i rischi finanziari che si assumeranno con Pechino.
La road map tedesca arriva in un momento in cui Unione Europea e Stati Uniti sono particolarmentte diffidenti nei confronti della superpotenza asiatica. Le minacce su Taiwan, le accuse di spionaggio, quelle di persecuzioni contro gli uiguri, e la mancata condanna dell'aggressione russa, sono tra i punti più controversi.
Intanto, proprio oggi, il parlamento del Regno Unito ha pubblicato un rapporto in cui denuncia le interferenze cinesi in ambito economico, politico e universitario su suolo britannico.








