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Uomini al potere

Erdogan, Xi Jinping, Putin... L'autorità è tutta al maschile (e con un gran culto della personalità)

  • 25.06.2018, 21:22
  • 4 maggio, 20:02
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L'autorità è tutta al maschile

RSI Info 25.06.2018, 21:24

  • RSI/Lucia Mottini

Recep Tayyip Erdogan ha appena festeggiato l'esito delle elezioni presidenziali di domenica in Turchia. Il 64enne ha raccolto il 52,8% dei consensi, ottenendo — oltre alla riconferma — un mandato presidenziale dai poteri rinforzati. Nel corso degli anni non ha esitato a mandare in prigione chi si è opposto alla sua ascesa o chi ha difeso i diritti umani. Erdogan non è solo, condivide questo "spirito" con Vladimir Putin — 65 anni —, eletto per la quarta volta presidente della Russia a maggio, e il cinese Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese che ha ottenuto la cancellazione del limite di due mandati.

Tutti e tre della stessa generazione, non nascondono una certa nostalgia per la gloria degli antichi imperi (da quello ottomano a quello russo, passando per quello cinese) e non si son fatti problemi a riformare il sistema per avere le redini dei rispettivi paesi nelle loro mani. Parole chiave importanti, per loro, sono carisma e culto della personalità.

L'Economist Intelligence Unit del gruppo Economist Group — che fornisce previsioni e servizi di consulenza economici attraverso ricerche ed analisi di mercato — nella sua ultima edizione del "Democracy index" ha registrato "il peggior declino della democrazia globale degli ultimi anni. La libertà di espressione, in particolare, sta affrontando nuove sfide da parte di attori statali e non statali".

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